È nell’ufficio del ministro Arago, all’Hôtel de la Marine, che il 27 aprile 1848 a Parigi fu firmato il decreto di abolizione della schiavitù nelle colonie francesi.

Una decisione e una data storica su iniziativa di Victor Schœlcher, fervente difensore dei diritti umani.

Un lento processo verso l’abolizione della schiavitù... e la sua applicazione 

È una successione di eventi complessi che porta alla piena e definitiva abolizione della schiavitù. La rivolta degli schiavi di Santo Domingo, che già nel 1793 prefigura l’indipendenza haitiana, costituisce una tappa importante. 

In Francia, la Convention nationale promulga una legge che abolisce la schiavitù nelle colonieil 4 febbraio 1794 (secondo il calendario rivoluzionario francese, è il giorno 16 del piovoso del II anno). Tuttavia, ad essa non seguono effetti e Napoleone Bonaparte, Primo Console, la abrogherà nel 1802.

È soprattutto all’Inghilterra, un Paese ferocemente contrario allo schiavismo dalla fine del XVIII secolo, che dobbiamo i progressi sociali dell’inizio del XIX secolo in Francia e in Europa.

Nel 1815, i britannici fanno pressione sui Paesi europei per vietare la tratta degli schiavi, cioè il commercio e il trasporto di esseri umani. Nei fatti, la tratta prosegue malgrado tutto in Francia, Spagna e Portogallo in modo clandestino.

Il 4 marzo 1831una legge abolisce definitivamente la tratta degli schiavi e prevede misure coercitive contro i mercanti di schiavi. Si tratta di un grande progresso sociale, ma non ancora di un’abolizione definitiva dello status di schiavo.

Sotto il regno di Luigi Filippo, gli attivisti antischiavisti guadagnano forza sulla scena politica. Dopo la caduta del re, il governo provvisorio della Seconda Repubblica avvia molto rapidamente gli interventi ufficiali in favore dell’abolizione della schiavitù. Il 4 marzo 1848 viene creata una commissione per l’abolizione della schiavitù

Il decreto attuativo sarà firmato il 27 aprile.

 

Portrait de Victor Schoelcher
Victor Schoelcher si è battuto contro la schiavitù per quasi 20 anni.

 

Una firma storica all’Hôtel de la Marine

È l’Hôtel de la Marine il luogo in cui è stato redatto e firmato il decreto per l’abolizione della schiavitù nel XIX secolo, perché Victor Schœlcher era un funzionario sia del Ministero delle Colonie che del Ministero della Marina.

La lotta di Victor Schœlcher contro la tratta degli esseri umani e la schiavitù inizia già nel 1831 durante un viaggio a Cuba. All’epoca rappresentante commerciale dell’impresa di famiglia, la scoperta della vita degli schiavi e delle loro condizioni di lavoro lo sconvolge. Al suo rientro a Parigi, diventa giornalista e critico d’arte. Da quel momento in poi, si impegna in una lotta contro la schiavitù che durerà quasi 20 anni. Attraverso i suoi libri e i suoi articoli, egli afferma le sue convinzioni e mediatizza il dibattito: tutti gli uomini sono uguali e devono essere liberi!

Nel febbraio 1848, Victor Schœlcher viene nominato Sottosegretario di Stato incaricato delle colonie e delle misure relative alla schiavitù da François Arago, Ministro delle Colonie della Seconda Repubblica. Nei due mesi successivi, lavora alla stesura del Decreto di abolizione, che sarà firmato nell’ufficio del Ministro, situato al primo piano dell’Hôtel de la Marine, all’angolo tra Place de la Concorde e rue Royale.

I 12 articoli del decreto di abolizione della schiavitù del 27 aprile 1848 mettono definitivamente fine alla schiavitù nella Francia metropolitana e nelle colonie francesi. Il decreto concede agli ex schiavi la piena e completa cittadinanza con gli stessi diritti e doveri di tutti, e proibisce a qualsiasi cittadino francese residente in territorio francese così come ai cittadini francesi residenti all’estero di possedere un essere umano. 

Quasi 248.500 schiavi sono stati liberati in questo modo.

 

Lo sapevi?

Il decreto del 1848 non costituisce la prima abolizione della schiavitù in Francia. In effetti, Luigi X aveva già dichiarato che “tutti i servi del regno verranno portati alla libertà” nel... 1315, cioè cinque secoli prima di Schœlcher!

È stato Luigi XIV ad autorizzare il commercio degli schiavi verso le colonie nel 1671, l’inizio del commercio triangolare tra la Francia (e più in generale l’Europa), l’Africa e le colonie.

 

Couverture du livre "De l'esclavage des Noirs et de la législation coloniale" écrit et publié par Victor Schoelcher en 1833

Copertina del libro “De l’esclavage des Noirs et de la législation coloniale” scritto e pubblicato da Victor Schœlcher nel 1833

 

La schiavitù oggi?

Purtroppo, la lotta contro la schiavitù nel mondo non può essere considerata completamente vinta. L’ultimo Paese a vietare il possesso di esseri umani è stato la Mauritania nel 1981. Tuttavia, ancora oggi, milioni di donne e uomini, così come i bambini, subiscono uno sfruttamento che ha tutte le caratteristiche della schiavitù.

La Fondazione per la Memoria della Schiavitù, riconosciuta di pubblica utilità e presieduta da Jean-Marc Ayrault, ha sede presso l’Hôtel de la Marine.